Durante le presentazioni di vendita spesso viene sottolineato un vantaggio importante: la multiproprietà è un bene che può essere trasmesso in eredità.
Ed è proprio così.
Come qualsiasi altro bene, la multiproprietà si trasmette agli eredi, i quali ne acquisiscono sia i diritti sia gli obblighi, comprese le spese annuali e le responsabilità legali legate al possesso. Per entrare in possesso dell’eredità è necessario seguire la procedura ufficiale prevista dalla legge o dal testamento. È importante ricordare che gli eredi hanno anche la possibilità di rinunciare, presentando un rifiuto formale.
Quanti possono essere i titolari della multiproprietà?
La multiproprietà può avere al massimo quattro titolari. Uno di loro è indicato come “Principale” (Primary owner): a lui sarà inviato tutto il materiale informativo del club, comprese le richieste di pagamento delle quote. Tuttavia, tutti i comproprietari elencati sul certificato hanno diritti uguali. I familiari non registrati nel certificato possono utilizzare la multiproprietà solo con l’autorizzazione scritta comunicata al resort per ogni soggiorno.
Come lasciare la multiproprietà in eredità
I proprietari che vogliono tutelare in anticipo i propri eredi hanno due possibilità:
Caso 1: la multiproprietà è nel testamento
Il testamento stabilisce a chi andrà la multiproprietà. Può essere lasciata a chiunque, non solo a familiari. In questo caso servono due documenti principali:
Tali documenti vengono inviati al Trustee (Popolaremente il “Trust”), che li confronta con il registro dei soci del club e procede al rilascio di un nuovo certificato intestato agli eredi. È inoltre necessario pagare le spese di trasferimento, che oggi variano dai 150 € ai 1200 € a seconda del club (in media circa 350 €).
Caso 2: non c’è testamento
La successione segue l’ordine stabilito dalla legge: coniuge, figli, genitori. Bisogna rivolgersi a un notaio entro sei mesi dalla morte. Il notaio emette un certificato di eredità, che va tradotto con apostille. Gli eredi firmano il retro del certificato di multiproprietà e pagano le spese di trasferimento.
Caso 3: disaccordo tra eredi
Se gli eredi non trovano un accordo, la questione passa al tribunale. La sentenza, tradotta e apostillata, diventa la base per il trasferimento della multiproprietà.
Caso 4: dimenticanza o ritardo
Spesso ci si ricorda della multiproprietà solo dopo aver già concluso la successione sugli altri beni. Non è un problema: la multiproprietà non ha scadenza di prescrizione ereditaria. Anche dopo anni può essere trasferita agli eredi, purché vi sia accordo tra loro. Chi non vuole diventare titolare può semplicemente firmare una rinuncia scritta.
Caso 5: certificato smarrito
Se il certificato non si trova, bisogna innanzitutto chiarire quale multiproprietà possedesse il defunto. Gli specialisti finanziario-legali possono aiutare a ricostruire i dati. In questi casi il Trust invia un documento sostitutivo del retro del certificato, in cui l’erede dichiara che l’originale è stato perso e non venduto o ipotecato. La procedura prosegue come negli altri casi.
E se ci sono debiti?
Gli eredi devono farsi carico anche dei debiti. È necessario rivolgersi all’amministrazione del club per conoscere l’importo esatto e segnalare il decesso del titolare, così da chiedere la cancellazione di penali e interessi. È consigliabile affidare queste trattative a specialisti esperti.
Vendita della multiproprietà ereditata
Gli eredi possono venderla senza dover prima registrarla a loro nome. La richiesta di vendita può essere presentata da qualsiasi persona (un familiare, un avvocato, un amico), ma il ricavato spetta solo agli eredi comproprietari. Tutti devono firmare il contratto di compravendita, indicando come dividere l’importo.
È sempre obbligatorio aggiornare i documenti?
Non necessariamente. Se gli eredi erano già indicati come comproprietari, non serve alcuna modifica: la presenza del nome del defunto non è un ostacolo all’uso o alla vendita della multiproprietà. L’aggiornamento è richiesto solo quando i nuovi eredi non erano già registrati.
Tassazione
Non esistono imposte specifiche per la successione della multiproprietà. L’eventuale tassa di registrazione è compresa nei costi di rilascio del nuovo certificato.
È possibile rinunciare all’eredità della multiproprietà?
Sì. Si può rinunciare in favore di un altro erede, oppure del tutto. In questo caso bisogna rivolgersi al club o al Trust per richiedere il modulo di rinuncia. Alcuni club chiedono il pagamento dei debiti arretrati e di una tassa amministrativa (per esempio, nel Compass Club il costo è di 50 €).
La rinuncia è comprensibile se la multiproprietà non interessa agli eredi. Ma se il problema è solo la destinazione o il resort specifico, può essere più vantaggioso trasferirla in un club che piaccia alla famiglia: i costi rimangono contenuti e il beneficio si ammortizza già dopo uno o due soggiorni, trasformandosi in un ricordo prezioso della persona cara.
Infine, prima di rinunciare del tutto, conviene considerare la vendita. Come spiegato, la richiesta può essere presentata dagli eredi anche senza documenti completi, e non serve registrare la multiproprietà a proprio nome per incassare il ricavato.
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